Caffè: fa bene, fa male oppure né bene né male?

Il caffè fa bene, sostengono alcuni ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer (IARC).
A chi non interessi sapere altro perchè si fida di loro e del loro studio pubblicato il 11 luglio 2017 su “Annals of Internal Medicine”, non serve legga oltre.
Secondo gli autori, il caffè otterrebbe ulteriori  conferme che, quantomeno, non faccia male. Anzi, sembrerebbe possa offrire maggiori benefici a chi ne assuma relativamente di più.
Lo studio osservazionale ha attinto ai dati raccolti con la ricerca EPIC(European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) sulle consuetudini alimentari e gli stili di vita di 521.000 adulti di 10 paesi europei. L’osservazione ha avuto inizio nel 1992 e non è ancora conclusa. Questo lungo periodo e la numerosità del campione danno solidità alla conclusione cui sono giunti gli autori sugli effetti protettivi del consumo di caffè, nonostante lo studio sia solo osservazionale.
Per chi voglia approfondire c’è il seguente link all’edizione italiana di “Scientific American

Sulla stessa Annals of Internal Medicine dell’11 luglio, è stato pubblicato un altro studio che ricerca l’associazione tra consumo di caffè e alcune malattie.  Il campione, reclutato dal 1993 al 1996, di 185.855 americani afro-americani, Hawaii nativi, americani giapponesi, latini e bianchi di età compresa tra i 45 e i 75 anni. E’ stata osservata la mortalità dal 1993 al 2012 riscontrando  “associazioni inverse tra assunzione di caffè e morte dovuta a malattie cardiache, cancro, malattie respiratorie, ictus, diabete e malattie renali.” Anche per le persone appartenenti questi 4 gruppi etnici diversi, bere caffè sembra essere protettivo.

Concludo segnalandovi un piccolo studio pubblicato su “JAMA Internal Medicine” nel 2016, che ho letto su MediExplorer.it di Xaghena.  Questo lavoro prende in considerazione persone cardiopatiche, e gli autori sostengono che dai risultati ottenuti emerge che “La Caffeina non aumenta il rischio a breve termine di aritmie nei pazienti con insufficienza cardiaca.”

Dico io: in ogni caso, il suggerimento è di essere moderati e di cogliere ogni occasione per favorire la consapevolezza, una qualità  necessaria al buon senso.


Fonti:
– “Coffee Drinking and Mortality in 10 European CountriesA Multinational Cohort Study”
http://annals.org/aim/article/2643435/coffee-drinking-mortality-10-european-countries-multinational-cohort-study
– “Association of Coffee Consumption With Mortality Among Nonwhite Populations”
http://mediexplorer.it/articolo/la-caffeina-non-aumenta-il-rischio-a-breve-termine-di-aritmie-nei-pazienti-con-insufficienza-cardiaca
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