Il cibo, la rabbia, il movimento e la consapevolezza

Ho tratto il seguente testo da “Libero ovunque tu siadi Thich Nhat Hanh (*)


(L’energia che libera)
Per prendermi cura della mia rabbia innanzitutto torno al respiro e guardo profondamente dentro di me.
Mi rendo immediatamente conto che in me c’è un’energia chiamata rabbia;
poi riconosco di avere bisogno di un altro tipo di energia che si prenda cura della rabbia e la invito a sorgere e a svolgere questo compito.

Questa seconda energia è chiamata presenza mentale. Ognuno di noi ha in sé il seme della presenza mentale.
Se sappiamo entrare in contatto con quel seme possiamo iniziare a generare l’energia della presenza mentale; con la sua energia ci possiamo prendere cura dell’energia della rabbia. 

La presenza mentale è un tipo di energia che ci aiuta ad essere consapevoli di ciò che accade.
Siamo tutti capaci di essere presenti; chi pratica(**) ogni giorno
[la presenza mentale ndr] lo è più di chi non lo fa. 

Anche coloro che non praticano hanno in sé il seme della presenza mentale, ma dotato di un’energia molto debole. Anche una pratica di soli tre giorni fa aumentare l’energia della presenza mentale.
Può esserci presenza mentale in tutto ciò che si fa.
Se bevendo un bicchiere d’acqua sai che in quel momento stai bevendo dell’acqua e non pensi ad altro, allora stai bevendo in presenza mentale, in consapevolezza.
Se concentri sull’acqua tutto il tuo essere, corpo e mente, in te c’è consapevolezza e concentrazione e l’azione del bere può essere descritta come un “bere consapevole”. Bevi non soltanto con la bocca ma con tutto il corpo e in piena consapevolezza. Siamo tutti capaci di bere dell’acqua in consapevolezza. Così mi è stato insegnato a fare, da novizio.
Puoi anche camminare in presenza mentale, dovunque tu sia. Quando cammini, concentra la tua attenzione sull’atto del camminare: renditi consapevole di ogni passo che fai e non pensare ad altro. Si chiama “camminare in consapevolezza”: è sorprendente quanto sia efficace. Con la pratica, poi, comincerai a camminare in modo che ogni passo ti darà solidità, libertà e dignità, ti renderà padrone di te stesso
Ogni volta che devo andare da un posto a un altro pratico la meditazione camminata, anche se mi sposto solo di uno o due metri. Salendo le scale, pratico la meditazione camminata; scendendo le scale, pratico la meditazione camminata; salendo su un aereo, pratico la meditazione camminata; andando dalla mia stanza al bagno, pratico la meditazione camminata; andando in cucina, pratico la meditazione camminata. Non ho un altro modo di camminare, soltanto il camminare in consapevolezza: mi aiuta molto. Mi dà trasformazione, guarigione e gioia.Quando mangiate potete praticare la presenza mentale. Mangiare in consapevolezza può darvi molta gioia e felicità. Nella mia tradizione, mangiare è una pratica profonda. Prima di tutto ci sediamo in una posizione stabile e guardiamo il cibo; gli sorridiamo, consapevolmente. Lo consideriamo un ambasciatore che arriva dal cielo e dalla Terra. Guardando un fagiolino riesco a vedervi fluttuare una nuvola, a vedervi la pioggia e il sole; mi rendo conto che quel fagiolino è parte della Terra e del cielo. Quando mordo un fagiolino, sono consapevole che quello che ho messo in bocca è un fagiolino. Non ho nient’altro in bocca, non il mio dispiacere né la mia paura: quando mastico un fagiolino mi limito a masticare un fagiolino, non i miei progetti o la mia rabbia.
Mastico con molta attenzione, con il cento per cento di me stesso, e sento la connessione con il cielo, la Terra, i contadini che coltivano il cibo e le persone che lo cucinano. Mangiando in questo modo sento che è possibile essere solidi, liberi, felici.
Il pasto non nutre soltanto il mio corpo ma anche la mia anima, la mia coscienza e il mio spirito.


(*) Thich Nhat Hanh è un monaco buddhista e un attivista in campo sociale. È stato a capo della Delegazione Buddhista Vietnamita alla Conferenza di Pace di Parigi al termine della guerra nel Vietnam; Martin Luther King jr. l’ha candidato al Premio Nobel per la Pace.
(**) Con “pratica” si intende l’attività che viene dedicata ad allenare la consapevolezza: “pratica di consapevolezza” ad es. al respiro, o anche “pratica di meditazione“…
Il testo colorato non fa parte dell’originale, è stato inserito da me.
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