Meditare è di moda.

Da millenni ogni cultura, ogni religione utilizza proprie forme di meditazione.
In tempi moderni meditare è  spesso inteso come un modo per agire beneficamente sulla mente. E non è una brutta cosa, penso sia sicuramente meglio rilassarsi meditando che assumendo goccioline.

Potremmo dire che “il mercato” offra due direzioni per la meditazione: una solo psicologica e una anche spirituale. Psicologicamente, meditare  può farci sentire molto bene e in modo stabile, con un rischio nullo o bassissimo di effetti collaterali dannosi e di controindicazioni.
E’ un beneficio che può contagiare chi ci è vicino, migliorando le nostre relazioni private e sociali.
Aggiungo che meditare può migliorare la salute ed essere realmente curativo.

Proviamo e riproviamo e spesso commettiamo l’umanissimo errore di voler riprodurre lo stato di pace e di benessere sperimentati la prima volta.
E’ così che facciamo consapevole esperienza con una delle tre cause della sofferenza umana: l’attaccamento.

Se, a questo punto, non desistiamo vinti dalla delusione, l’unica cosa da fare è approfondire con lo studio o con un insegnante e naturalmente continuare a praticare con fiducia. Magari potremmo decidere se vogliamo ottenere solo un beneficio psicologico o se arricchire e completare spiritualmente questa esperienza  “per beneficio nostro e di tutti gli esseri senzienti”.

Comunque decidiamo,  imparare a meditare confermo essere il regalo più bello che possiamo farci come ha detto qualcuno molto prima di me.

La prima delle istruzioni che ritengo importanti, non ha bisogno di alcuna spiegazione nella sua semplice saggezza. Se la applicassimo costantemente potremmo risparmiarci tanti errori e sofferenze. Migliorerebbe sicuramente la qualità nella nostra vita e di coloro che sono in relazione con noi.

Prima istruzione.
Essere presenti a ciò che accade, a ciò che stiamo facendo, momento per momento.

Forse ci ricorda qualcosa?
E’ il monito in forma di rimprovero che molti di noi ricevettero da bambini dopo aver fatto qualche danno.
Lo abbiamo vissuto probabilmente solo come rimprovero e forse è per questo che ha avuto poca o nulla efficacia su di me. Credo sia un grande insegnamento e penso andrebbe impartito con l’esempio quotidiano, accompagnato dall’applicazione concreta della seguente istruzione.

Seconda istruzione.
Mi fermo o rallento affinchè la mia attenzione riesca a focalizzare in modo profondo ciò che sta accadendo, ciò che sto facendo, e cerco di applicarvi un adeguato impegno per mantenerne la continuità.

I bambini fino ad una certa età sono spontaneamente presenti in modo concentrato momento dopo momento. Rendere a loro famigliari e operativi questi due concetti potrebbe essere importante per una sana crescita.
Potrebbe favorire la loro vita da adulti e lo dico per aver scoperto quanto impegno e lavoro stia richiedendo a me, da oltre quarant’anni, metterli in pratica.
Ora, grazie a molte “ripetizioni”, finalmente mi riesce molto meglio e quasi normale rispetto a quando avevo vent’anni.

Mentre la mia attenzione è focalizzata su ciò che sta accadendo e su ciò che sto facendo,
so che la mia attenzione è focalizzata su ciò che sta accadendo e su ciò che sto facendo

Come possiamo fare a mettere in pratica

Entrano in gioco tre fattori decisivi da coltivare

determinazione – pazienza – concentrazione

DETERMINAZIONE  E’ la giusta spinta  di volontà per mettere in pratica il proposito
PAZIENZA  E’ capire che non posso avere risultato se mollo alla prima distrazione
CONCENTRAZIONE  E’ riuscire a mantenere la nostra attenzione sul proposito

Il resto viene “facile”, sorge da sè, non lo devo cercare perchè la mia azione ha come effetto di togliere la polvere che ci separa da ciò che è già presente in noi stessi

calma, serenità e chiarezza

Alla calma-serenità-chiarezza segue una naturale condizione di      BENESSERE

Inspirando so che sto inspirando
Espirando so che sto espirando

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