. . . Mindfulness Counselor

Il Mindfulness Counselor (Agevolatore della Consapevolezza)
Favorisce l’apprendimento di modi d’essere e di fare, utili all’evoluzione personale e alla soluzione di incertezze esistenziali. Lavora con personalità strutturate, sane e sul presente. Istruisce all’utilizzo della pratica di consapevolezza, di meditazione e di quanto sia attinente alla esperienza diretta del cliente con ciò che accade nel presente.

Il Counselor è il professionista del Counseling
Definizione di Counseling Professionale secondo   AssoCounseling :
“Il Counseling Professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.
Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.
È un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici; si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni.
Il counseling può essere erogato in vari ambiti: privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale.”

Mindfulness significa consapevolezza dell’esperienza in corso, istante dopo istante.
Con gli esercizi di Minfulness dirigiamo l’attenzione intenzionalmente ad ogni fenomeno che si presenti e che viene accolto per quello che è senza pregiudizio.
La base su cui si fonda la Mindfulness sono gli insegnamenti del Buddha, il suo invito a considerare la presenza mentale una pratica di ogni momento della vita nel contatto vivo con le esperienze di sofferenza o di gioia o neutre che facciamo continuamente.
Mindfulness non è una tecnica per creare stati di piacevole rilassamento, anche se rilassarsi è un presupposto importante per attivare efficacemente lo strumento principale della mindfulness che è l’attenzione.
L’attenzione rivolta al presente, alle cose che accadono in ogni istante potrebbe essere un esercizio semplicissimo se fossimo abituati a farlo. Invece risulta difficile mantenerla per più di un istante su un oggetto e quindi occorre esercitarla. Con l’esercizio otteniamo calma nel corpo e nella mente e possiamo riuscire ad accogliere e non rifiutare anche le cose più spiacevoli e magari scoprire quanto possano essere utili alla nostra evoluzione personale e nelle relazioni sociali.
Mettere maggior attenzione sui nostri problemi potrebbe acuirne l’effetto sgradevole ma qui entra in gioco l’accoglienza e il necessario “fare spazio” per accogliere, che significa distribuire un peso su una superfice grande per poterlo reggere più facilmente.
Con la mindfulness possiamo quindi imparare a non rifiutare ciò che non ci piace e che magari è inevitabile, a conviverci senza produrre danni irreparabili, in attesa di condizioni più favorevoli. Mindfulness non è dunque imparare a sopportare le avversità per subirle passivamente.
La consapevolezza che possiamo sviluppare facendo esercizio, oltre a renderci responsabili della cura di noi stessi, agisce di per sé in modo curativo attivando meccanismi psicobiologici autoriparativi e riequilibranti.

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