Soia e tumori

Un’amica cui ho proposto di assaggiare un piatto a me gradito per come lo fa mia moglie, costituito da polenta taragna, misto di verdure cotte e tempeh (derivato di soia) in umido, mi ha risposto che le è stata vietata la soia causa il suo tumore al seno.
Lo specialista oncologo che la cura le ha detto così, e ha sicuramente ragione così non ho insistito.
Sono andato a rileggere  un articolo pubblicato a dicembre 2017 dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) dal titolo “Gli ORMONI VEGETALI CHE FANNO DISCUTERE”, che riporto per i punti che ho trovato più interessanti ma che vi invito a leggere per intero.
Ricordo che fitoestrogeni sono presenti in tutti i legumi ma anche in numerosi altri ortaggi.

«Il legame tra fitoestrogeni e cancro è ancora molto dibattuto. Gli studi epidemiologici mostrano in genere che il consumo di alimenti ricchi di queste molecole ha un effetto protettivo in particolare sul tumore del seno (il più studiato in rapporto ai fitoestrogeni).

[…] Questo effetto è stato studiato con grande attenzione in Cina e in altri Paesi asiatici dove il consumo di soia, e quindi di fitoestrogeni, è particolarmente elevato e di certo superiore a quello delle diete occidentali. Da tali studi emerge una diminuzione del rischio di cancro al seno indipendentemente dal fatto che la malattia sia positiva o negativa per la presenza del recettore degli estrogeni (ER), uno dei punti critici quando si cerca di capire l’effetto dei fitoestrogeni sulla proliferazione del tumore. Le cellule ER+ sono infatti sensibili all’azione degli estrogeni, che ne possono stimolare la crescita, quindi è sorto il dubbio (sulla base di risultati di esperimenti di laboratorio) che anche i fitoestrogeni potessero agire come promotori del tumore o potessero interferire in qualche modo con l’azione delle terapie ormonali contro il cancro. Se così fosse, le donne con una precedente diagnosi di tumore ER+ dovrebbero evitare qualsiasi cibo contenente tali sostanze.
In realtà, la ricerca è giunta a conclusioni differenti, anche se non ancora definitive: il consumo di soia e altri alimenti contenenti fitoestrogeni non è controindicato per nessuno, anche se in caso di una precedente diagnosi di tumore è meglio far riferimento al proprio oncologo per capire cosa è meglio portare a tavola.

[…] quando si vuole valutare l’effetto dei fitoestrogeni assunti con l’alimentazione si deve tener conto del fatto che ogni alimento ne contiene diversi ed è il loro insieme a dare l’effetto finale, positivo o negativo che sia. Dati tutti questi problemi irrisolti, gli esperti sono cauti e sostengono che al momento la strategia migliore è quella di evitare gli eccessi in un senso o nell’altro: niente paura dei fitoestrogeni, ma tanta consapevolezza e informazione. Per quanto riguarda in particolare il rischio di sviluppare un cancro, l’attenzione degli esperti si è rivolta soprattutto ai tumori più sensibili agli estrogeni, come per esempio quello del seno, dell’endometrio e della prostata e, a conti fatti, dagli studi emerge che una dieta ricca di fitoestrogeni (e quindi di legumi, frutta e verdura) ha comunque effetti protettivi, anche in chi ha già avuto una diagnosi di tumore.

Diverso è il discorso legato ai supplementi a base di fitoestrogeni: non serve assumerli a scopo preventivo e non ci sono ancora dati sufficienti per escludere effetti negativi sulla salute.»

Capisco bene quanto la prudenza non sia mai troppa.

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